venerdì 15 ottobre 2010

IL SINDACO BOTTA DICHIARA DI NON ESSERE ISCRITTO A LOGGE MASSONICHE. MA IL SUO NOME APPARE NEGLI ELENCHI PUBBLICATI SUL WEB

A Menfi scoppia la polemica sulle logge massoniche che, a detta del consigliere comunale dell’UDC  Giuseppe Romano condizionerebbero le scelte politche.  “Mi sa tanto che questa  crisi –aveva dichiarato Romano, durante una intervista televisiva-  non è gestita all'interno del consiglio comunale ma da gruppi che vogliono influire sulla vita locale. Ed è noto, anche dalle cronache giornalistiche, che a Menfi ci sono logge massoniche che pensano di poter gestire la cosa pubblica e soggetti che possono farlo appartenendo più o meno ad un determinato gruppo o ad una determina loggia".
A stretto giro di posta arrivava la risposta del sindaco di Menfi Michele Botta, eletto sindaco  il 30 giungo 2008 con 4757 voti, pari al 62% delle preferenze grazie ai voti del Popolo delle libertà che, dopo aver rotto con il Pdl, malgrado gli incontri con gli altri partiti, con i consiglieri comunali che si erano dichiarati indipendenti, o con quelli che dalle liste civiche erano transitate nell’IDV di Antonio di Pietro, da più di un mese non riesce a risolvere la crisi politica. Alle accuse del consigliere Romano, il sindaco Michele Botta aveva risposto ritenendo gravi le affermazioni circa la mancanza di libertà nelle scelte politico-amministrative  e che  “per quanto mi riguarda, dichiarava Botta- posso affermare, senza tema di smentita, di non appartenere a nessuna loggia massonica ne  tantomeno di averne subito alcuna influenza. Le trattative politiche, piaccia o no, sono avvenute sempre alla luce del sole presso sedi istituzionali ed alla presenza dei rappresentanti dei cittadini democraticamente eletti”.
Ma qualcosa non quadra. Da una ricerca su internet nei siti delle logge massoniche italiane, abbiamo scoperto che nell'elenco dei massoni d'Italia, pubblicato sul sito http://www.scribd.com/doc/6531365/Elenco-Massoni-Italiani  a pagina 3 compare il nome del socio Botta Michele nato a Menfi il 4 settembre 1955. L'elenco è composto da ben 1924 pagine di nomi, con date di nascita e città di provenienza. Fermo restando che ognuno è libero di iscriversi a qualsiasi associazione, o loggia, o club, o circolo, se il socio Botta Michele iscritto nell'elenco dei massoni, in realtà fosse il sindaco del comune di Menfi, che ha dichiarato, con tanto di
comunicato stampa ufficiale, di non essere iscritto a nessuna loggia, allora avrebbe mentito, il che sarebbe grave e saremmo di fronte ad un vero e proprio impeachment. A quel punto al sindaco di Menfi converrebbe, invece di cercare contatti per formare una nuova giunta, rassegnare le dimissioni. Se invece
siamo di fronte ad un caso di omonimia (compresa la data di nascita, che abbiamo verificato. A proposito, perché nei siti istituzionali, quello del comune di Menfi e www.michelebotta.it, c'è scritto solo...ho 52 anni) il sindaco Michele Botta farebbe bene a chiedere che venga specificato di quale soggetto si tratta. Se poi, in terza analisi, si è trovato iscritto nell'elenco, pubblicato su Internet a sua insaputa, allora farebbe bene a chiederne la cancellazione immediata. Ultima considerazione: può darsi che l'elenco sia datato e che, come
in uso nelle logge, nel momento in cui un iscritto ricopre cariche pubbliche chiede la sospensione o si dimette, in ogni caso, il nome risulta nell'elenco e smentirebbe le dichiarazioni del sindaco, il quale a questo punto, non ci farebbe una bella figura.
Comunque, mi sono incuriosito ed ho fatto una ricerca. A Menfi le logge massoniche esistono da tempo e al momento stanno vivendo un momento di particolare vitalità. A confrontarsi sono essenzialmente gli iscritti alla Massoneria Italiana del grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani e quelli dell'altra loggia, intestata al massone Leonardo Cacioppo che obbedisce alla Massoneria Italiana cosiddetta di Piazza del Gesù. Altra presenza massonica di Menfi è costituita da un modesto gruppo di liberi muratori – così si chiamano – appartenenti alla gran Loggia Regolare d'Italia.  In provincia di Agrigento ci sono ben 22 logge massoniche, gran parte delle quali concentrate nel versante occidentale della provincia. Tre logge sono presenti a Sciacca, altre tre a Menfi. Due logge a  Montevago. A Sciacca c'è una loggia del Grande Oriente intitolata a Saverio Friscia, il grande patriota anarchico, noto anche come massone. Quella di Menfi si chiama “I figli di Hiram”. Due sono ad Agrigento e si chiamano “Concordia” e “Giuseppe Garibaldi”, la “Atena” si trova a Favara,
una si trova a Gela (Progresso e libertà) mentre due a Licata, una intestata al poeta Salvatore Quasimodo e l'altra ad Arnaldo da Brescia. Infine la loggia “Armonia” si trova a Sambuca di Sicilia.  Infine, della Gran Loggia Regolare d'Italia, c'è la Ermete ad Agrigento, la Xacca, vecchio nome della cittadina termale a Sciacca, la Inyco di Menfi, la Tre fiamme a Naro, e le Enoch e Trinacria, entrambe a Montevago.
Per concludere: qui non si tratta di verificare se si è o meno iscritti ad una loggia massonica, ma se un soggetto dice o no la verità.

2 commenti:

atria antonino ha detto...

La matematica non è un'opinione, per cui 2 + 2 fa 4 : ergo , la data di nascita del dott. Botta Michele , come si può vedere sul sito della Federazione degli ordini dei medici ,è il
04/09/1955. Non risulta a nessuno che ci sia a Menfi un altro Botta Michele medico nato nello stesso giorno , per cui così come 2+2=4 Il Botta M. massone e il Botta M. medico e sindaco sono la stessa persona che quindi mente.

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